Doma Nunch

 
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Rassegna Stampa


14 febbraio 2013 PDF Print Email

Le Lombard du mouvement Domà Nunch a Bonneville

Le Faucigny, 14 febbraio 2013

[...] Lorenzo Banfi et six de ses camarades - dont un Tessinois -, voyageant à bord de deux voitures, auront parcouru la bagatelle de six cents kilomètres aller-retour pour parteciper à "Sauvons notre patrimoine", samedo après-midi 9 février 2013, à Bonneville. Lorenzo, dans le nord de la Botte, préside le mouvement national Domà Nunch, qui milite pour la reconstitution de l'Insubrie, aujourd'hui dépecéé en deux régions italiennes (Lombardie, Piémont) et une République canton suisse (Tessin). [...] Que le Savoisiens <<considèrent ce centre hospitalier comme partie intégrante de leur identité>> qu'en s'érigerant contre sa démolition - ce qui <<est fort juste>> -, <<ils veuillent maintenir leurs racines>>, Banfi l'entend d'autant mieux que <<c'est une chose>> à laquelle, <<sur leur terre>> les Insubres aspirent eux <<aussi>>. Alors, <<pour montrer que les peuples qui ne sont pas reconnus peuvent etre solidaires entre eux>> et, de la sorte, <<obtenir des résultats>>, les sept de Seulement Nous ont effectué le déplacement. [...]

 
8 febbraio 2013 PDF Print Email

Domà Nunch annonçait l'adhésion d'une dizaine de personnes à la manifestation de Bonneville

 

Giornale "Le Faucigny" dell'8 febbraio 2013.

 
16 novembre 2012 PDF Print Email

Domà Nunch col Tesin

Una Provincia insubrica oltre frontiera?

dal quotidiano La Regione Ticino di venerdì 16 novembre 2012, pag.3.

 

 
31 ottobre 2012 PDF Print Email

Anche i lombardi seguano la via del referendum per l’indipendenza

Leggi l'articolo intero sul sito de L'Indipendenza.

di PAOLO L. BERNARDINI

Di ritorno da un viaggio [...] mi sono imbattuto in un numero notevole sia di letture, sia di critiche al mio articolo provocatoriamente intitolato “la Padania non esiste”, [...]

[...]. Ora, data la premessa, seguono però divergenti opinioni, tot capita tot sententiae, su come procedere alla rottamazione. Non voglio sostenere che la mia, e quella del movimento cui appartengo, “Indipendenza Veneta”, sia la migliore, ma sono convinto, profondamente convinto che sia la maggiormente praticabile. Per una serie di ragioni che qui espongo:

  1. Le regioni italiane sono, si sa, ampiamente criticabili da ogni punto di vista. [...]
  2. Le regioni italiane sono tutte sufficientemente grandi per costituire piccoli Stati [...]
  3. Alcune sono di per se stesse veramente grandi, e la Lombardia da sola lo è ampiamente, è come la Svizzera e l’Austria [...]
  4. Electa una via non datur recursus ad alteram? Non lo so, francamente. La via referendaria mi pare l’unica legalmente praticabile [...].
  5. La Lombardia? Personalmente, auspico che tutti i movimenti indipendentistici, come Pro Lombardia Indipendenza, Domà Nunch, Unione Padana, Unione Padana Alpina,  presentino, anche solo strategicamente, senza sciogliere i loro gruppi e perdere le loro importanti identità, una lista comune alle regionali, “Indipendenza Lombarda”, con un solo punto nel programma, l’indizione di un referendum per l’indipendenza lombarda. Se la Lega ha un’anima indipendentistica, ebbene la tiri finalmente (o di nuovo?) fuori. “Prima la Lombardia!”. “Prima il Nord” è cosa senza senso.
  6. Dopo? Dopo, ottenuta l’indipendenza, ogni possibile rideterminazione di confine sarà possibile, all’interno di un ordinamento federale, che lasci spazi altissimi di autogoverno vuoi all’Insubria ex-italiana, vuoi a Bergamo e Brescia, vuoi a Mantova, vuoi a Milano stessa, tutti territori veramente molto diversi uno dall’altro, geograficamente e storicamente vieppiù differenziati. Se poi i popoli padani vorranno dar vita alla Padania, ebbene si avrà la Padania. Basta che non la imponga alcuna oligarchia, alcun “architetto di Stati” dall’alto.[...]
 
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