Doma Nunch

 
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Rassegna Stampa


23 aprile 2013 PDF Print Email

23/04/2013 | Politica Lombardia

Terra Insubre e Domà Nunch: insieme per una "Comunità nazionale"

Sancito un accordo finalizzato a iniziative e programmi comuni "per accelerare il processo di costruzione di una Comunità nazionale Insubre, dal Po ai passi alpini" Il movimento nazionale insubre “Domà Nunch” e l’associazione Culturale “Terra Insubre” annunciano l’inizio di una collaborazione che porterà i due sodalizi - che condividono la promozione e la tutela degli interessi dell’Insubria - alla realizzazione di iniziative e programmi comuni.

Una decisione che rafforza e consolida la comune volontà di accelerare il processo di costruzione di una Comunità Nazionale Insubre, dal Po ai passi alpini attraverso la realizzazione di gesti concreti sia a livello culturale che istituzionale. Necessità, questa, resasi ancora più urgente "dato il grave stato di crisi in cui versano lo Stato italiano e l’Unione Europea, entità non più in grado di garantire un futuro prospero e dignitoso alle nostre popolazioni", recita un comunicato congiunto.

Terra Insubre, associazione culturale, e Domà Nunch, movimento politico, manterranno la propria identità e libertà di iniziativa, che hanno caratterizzato i due percorsi, ma si uniscono in questo delicato frangente con l’obiettivo di rappresentare la grande forza del progetto nazionale insubre.

 
19 dicembre 2014 PDF Print Email

Da La Settimana di Saronno del 19 dicembre 2014.

 
12 dicembre 2014 PDF Print Email

Da La Settimana di Saronno del 12 dicembre 2014.

 
23 novembre 2011 PDF Print Email

"Il Giornale del Ticino", 23 novembre 2011

Che prima o poi sarebbe successo più di qualcuno l'aveva previsto. E adesso ci siamo: dopo un lungo periodo di discussioni e di valutazioni, nei giorni scorsi la dirigenza di Domà Nunch - movimento econazionalista insubrico conosciuto finora per il suo impegno ambientale e la difesa delle tradizioni locali - si è riunita in assemblea e ha deciso “di espandere il proprio impegno a livello istituzionale”, annunciando la possibilità di candidatura di una propria lista alle prossime elezioni regionali in Lombardia, auspicando una presenza anche alle votazioni in Piemonte e, in séguito, anche in Canton Ticino. In pieno spirito insubrico.

“Da ora in poi le nostre prese di posizione diventeranno soluzioni praticabili ed immediate”, spiega Matteo Colaone, segretario nazionale di quello che a questo punto è possibile definire come autentico movimento politico “in nuce”. “Di sicuro si tratta di una scelta che imporrà di tirare una linea. Da una parte starà chi si vuole impegnare per risolvere al più presto i problemi del nostro territorio; dall’altra parte quelli che invece continueranno ad appoggiare chi questi problemi genera”.

Una stoccata al “Carroccio”, che negli stessi territori lombardi e piemontesi ha diverse sue roccaforti? Di certo Domà Nunch pescherà nei territori dell’Insubria, dichiarata area territoriale di riferimento. Che poi è anche un bacino tradizionalmente importantissimo della Lega nord, che però finora ha guardato solo marginalmente alle spinte autonomiste ed identitarie della regione transfrontaliera. Una regione transfrontaliera che da Roma non ha mai ricevuto nessuna concessione. Al momento nessun paragone, sia chiaro. La Lega nord è una forza strutturata con decenni di esperienza e con enormi risorse alle spalle, mentre Domà Nunch prova ad affacciarsi adesso alla politica.

La discesa in campo di Domà Nunch è però una novità che non sarà possibile snobbare, e che magari qualche riconsiderazione potrà generare dentro il partito di Umberto Bossi. “La nostra azione si esprimerà nella costruzione di un più ampio movimento econazionale rappresentato da una lista elettorale - dicono gli organizzatori -. Questa si presenterà solo ai livelli locali degli Stati, mentre escludiamo per principio qualsiasi possibilità di sedere ai tavoli di Roma e di Berna. In questo senso Domà Nunch sarebbe il primo movimento insubrista a presentarsi al voto, ma avrebbe anche l’unicità di presentarsi in due differenti Stati con lo stesso simbolo”, spiegano gli organizzatori. E, in attesa della presentazione del nuovo "manifesto programmatico", a divulgare i capisaldi del passaggio all’azione politica di Domà Nunch è Lorenzo Banfi, presidente del movimento: “La vita di noi abitanti dell’Insubria potrebbe raggiungere livelli di oppressione economica e sociale devastanti - spiega -. Ciò significherebbe un ancor maggiore impoverimento del nostro territorio, e ciò solo per permettere di prolungare l’agonia della mostruosa macchina delle istituzioni pubbliche, che è un buco senza fondo che brucia milioni di euro al giorno. Quindi Domà Nunch esiste anche per affermare che noi insubri non porteremo più nessun sacrificio su questo altare dell’ateismo e della massoneria finanziaria mondiale”.

Lorenzo Banfi mette poi l’accento sul potere assunto dalla Banca centrale europea “che ha assorbito la sovranità popolare” in un sistema dominato dal mercato. Silvio Berlusconi viene definito come “solo l’ultimo che ci ha consegnato questo disastro con i suoi giochetti ridicoli, con il suo rimandare le decisioni e con il sottostare ai “Diktat” di Bruxelles”. Nel frattempo, e però, “chi doveva approfittarne l’ha fatto. Oggi siamo sottoposti ad un Governo fantoccio, diretta rappresentanza delle banche e delle “Conferenze Bilderberg” di turno. Praticamente è stato un “golpe”… e si è anche festeggiato”. Guarda un po’, tesi assimilabile a quella espressa negli ambienti della Lega nord. “Ci presenteremo alle elezioni unicamente per parlare con più forza al nostro popolo, perché vogliamo rendere evidente come della “res publica” lo Stato italiano non si stia più curando”, soggiunge Lorenzo Banfi, che considera come unica risposta possibile l’azione “delle nostre comunità locali” a fronte di uno Stato italiano che per “la riduzione di sovranità che sta subendo porterà ad un affondamento di ogni sua parte. Le comunità devono cogliere questa occasione; la vera rivoluzione consisterà nel totale autogoverno, e si tratterà di un processo virtuoso ed irreversibile”. Infine, un appello alla gente dell’Insubria: “Serriamo le nostre file e prepariamoci a lottare. Per la prima volta nella storia stiamo costruendo un movimento politico insubrista, unitario e nazionale. È l’ultima battaglia per la nostra identità”.

Andrea Mentasti

 
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