Doma Nunch

 
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Rassegna Stampa


8 luglio 2006 PDF Print Email

Il primo banchetto di Domà Nunch

Briosco. Serata ecologica a la Cort dol Sellee a Briosco (MB)

Il Giornale di Carate, luglio 2006

 

 

 
10 luglio 2006 PDF Print Email

Il dibattito- Via da Torino

In Valsesia, l'Insubria è già un programma politico.

La Tribuna Novarese, 10 luglio 2006

 
17 luglio 2005 PDF Print Email

Il periodico scaricabile da internet

Riprende vita El Dragh Bloeu «foglio di promozione dell’Insubria»

La Padania, 17-18 luglio 2005

 

 
25 marzo 2003 PDF Print Email

Recuperare la propria lingua ed i simboli (non i segni) della propria cultura.

Intervista ad Alboin creatore del Dragh Bloeu

Di Claudio Risè.

 

E' un progetto che anche le giovani generazioni stanno realizzando come forma di difesa dai processi alienanti e di omologazione che imperversano affiancando la logica dissacrante del mercato. Un esempio più che nobile è quello di Alboin, inventore del Dragh Bloeu, un foglio libero di opinione in lingua lombarda occidentale. Lo abbiamo intervistato.

Caro Alboin, puoi spiegarci cosa è il Dragh Bloeu?

Alboin: Cari amici sono Alboin, ovvero GianPietro Gallinelli, ovvero la persona che fa e che ha inventato il Dragh Bloeu. Bon, il Dragh, che altro non è che il simbolo del glorioso Ducato di Milano, è un progetto fatto per cercare di rilanciare la nostra lingua soprattutto verso i giovani, ovvero: basta poesiette dei bei tempi che furono e che noi non abbiamo mai vissuto (es: la mia nòna la lavava i pagn in del Navili) e che sono trovate interessanti solo dagli "over sixty"; e basta con l'anarchia delle grafie. Abbiamo una grafia classica, assurta alle più alte sfere con le opere di grandi come il Porta, Tessa o il Maggi. Una grafia nella quale è stato e viene pubblicato il più grosso numero di lavori in lingua locale (nel Milanese) e soprattutto una grafia che fino all'ultima guerra era usata da tutti in Lombardia Occidentale (vedi i grossi poeti varesotti come lo Speri Jemoli). E allora ristudiamola, usiamola per argomenti moderni e interessanti e allora, forse, avremo ancora possibilità di sentirla fra 50 anni. Quindi ho cominciato a scrivere e.....pare.....che la cosa piaccia e abbia successo. Un'altra maniera di sfruttare la modernità (computer) ai nostri fini. Chiunque voglia scrivere un articolo può inviarmelo via e-mail This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it . Ognuno lo può scrivere nella propria variante locale ma.....verranno tutti trascritti nella grafia classica cosicché qualsiasi persona possa leggerla correttamente (la variante locale). Anche chi vuole scrivere in italiano lo può fare. In quel caso però il testo verrà tradotto nella variante meneghina che è quella che parlo e scrivo (e che comunque essendo la più centrale è la più comprensibile per tutti). A questa mail potete anche chiedermi una copia del Dragh.

Redazione: ci puoi spiegare meglio la relazione tra il tuo progetto culturale e la volontà di valorizzare i simboli, anche linguistici, dell’antico Ducato di Milano?

Alboin: Cari amici per spiegare meglio vi presento una parte dell'articolo che avevo fatto per un numero di Terra Insubre a proposito del Ducale (cioè la bandiera del ducato). C'è un piccolo excursus sul Ducato ma, come potete immaginare, stiamo parlando della storia di una nazione durata quasi mezzo millennio e chiaramente da scriverne ce ne sarebbe. Credo comunque che cominciare con un articolo a proposito della simbologia sia interessante anche perché, non dimentichiamo, il simbolo è la prima cosa che prende l'attenzione e naturalmente è la rappresentazione grafica di una nazione (intesa come popolo), della sua cultura, della sua storia, del suo cuore. Oltretutto al giorno d'oggi, in cui l'immagine sembra essere tutto, un simbolo bello come la nostra bandiera ducale può anche aiutare a raggiungere nuovi cuori; stimolerebbe molte persone, alle quali non è stato raccontato nulla della nostra storia, a porre attenzione alla nostra provenienza. Decisamente molto più facile che farli sedere in una classe per una lezione sul nostro passato! Ecco allora che il simbolo raggiunge anche il singolo meno interessato alle proprie radici e magari riesce anche a smuovere qualcosa in lui e invertire questo trend di disinteresse. Quanta gente si mette sulla macchina o sul giubbetto dei simboli dei quali non conosce neppure come, quando e perché sono nati? Questa è stato il primo passo dell'operazione di recupero della nostra storia, operato e attuato con Terra Insubre: attirare l’attenzione della gente attraverso il simbolo, in seguito far riscoprire a chi non si è proprio perduto nel nulla della modernità le proprie origini, radici, storia, lingua, tradizioni.

Redazione: caro Alboin quando e perché è nato il Dragh Bloeu?

Alboin: E’ nato in relazione al fatto che il bollettino di Terra Insubre è quadrimestrale e quindi nasce di seguito l'idea di un foglio che possa dare qualche altra informazione senza essere costretto da limiti temporali. Il Dragh Bloeu, che comunque è un'operazione per il riutilizzo della nostra lingua locale, entra allora in campo (non ricordo esattamente quando! probabilmente attorno all'Ottobre 2000); nessuna scadenza, nessun limite di pagine, nessun costo (a parte il tempo che ci metto), qualsiasi argomento. E poi nessuna costrizione di redazione o altre cose del genere. E soprattutto la reale prova che il lombardo-occidentale è una lingua che può essere utilizzata per scrivere di qualsiasi cosa e che non è esclusivamente l'heritage dei Lombardi-Occidentali.

Redazione: Alboin, tu ritieni che la tua origine e la tua storia, cioè la tua identità, possano essere difese grazie al recupero della lingua lombardo-occidentale?

Alboin: Si, perche io sono Camuno, di padre e di madre, e a casa mia s'è sempre e solo parlato lombardo-orientale. Però ho vissuto a Milano e ho amato la sua lingua, l'ho studiata (chiaramente con tutta la facilità di chi comunque parla un tipo di lombardo) e ho imparato a scriverla. Scriverla nella maniera come sempre e ovunque è stata scritta nei territori del ducato dal 1500 (vedi Maggi) ad oggi. Chi infatti si sognerebbe di scrivere: "ai uent tu de buccer tu bai a steich" invece di "I went to the butcher to buy a steak", solo perché è più semplice? E allora usiamo anche noi la scrittura della tradizione, codificata e con regole ben precise e non lasciata al caso.

Redazione: Alboin, ma tu quanti anni hai?

Alboin: Io sono del 1967 e quindi non un veggett ch'el scriv perchè l'è bon de parlà la soa lengua. Mì son vun ch'el pò scoltà on concert de musica punk e al stess temp vegh on ligamm con la soa stòria e tradizion. S'ciao. Alboin.

 
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