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Notizie


Ezra Pound, un poeta sul Lario 1937/38




Una nuova pubblicazione si aggiunge al sempre più denso portfolio di studi dell'erbese Maurizio Pasquero, ormai noto - perlomeno al pubblico più raffinato - nella sua figura double-folded di fine anglista e curioso cultore di storia antica.

Con la sua prima veste, Pasquero svela l'attività pubblicistica di Ezra Pound nella redazone di "Broletto", rivista lariana alla quale il poeta dei Cantos collaborerà per una breve ma intensa stagione nella seconda metà degli anni '30.

D'intesa col suo direttore e fondatore, il gallerista-collezionista Carlo Peroni, Pound chiamerà a sé alcuni critici e scrittori di fiducia, taluni suoi collaboratori in precedenti iniziative, Ubaldo degli Uberti, Lina Caico, Edmondo Dodsworth, John Drummond e, buon ultimo, il critico e traduttore veneziano Carlo Izzo, tra i maggiori anglisti del Novecento. Questo ensemble rivestirà un ruolo particolare nell'economia del mensile, ritagliandosi con la rubrica "Servizio di comunicazioni" un angolo privilegiato dal quale "dare ampia notizia di pochi e selezionati libri stranieri che non hanno ricevuto una adeguata attenzione da parte della stampa commerciale dei loro Paesi (...), opere che rivelano un particolare interesse per la loro forza provocatoria o che posseggono un valore permanente".

Il saggio ricostruisce con estremo dettaglio la storia dell'avventura "lariana" di Ezra Pound, avvalendosi di molti documenti inediti - tra cui l'intero carteggio Pound-Peroni - che consentono di aprire una significativa finestra sul "clima mentale" dell'americano alla vigilia della guerra.


Maurizio Pasquero ha già
scritto sulle attività letterarie di Ezra Pound nella Penisola, come pure sulla ricezione dell'opera di James Joyce tramite il prosatore, critico e traduttore comense Carlo Linati nel periodo tra le due guerre mondiali. Su quest'ultimo, nel 2010, ha organizzato a Varese la giornata di studi "Irlanda e Lombardia sorelle senza saperlo: Carlo Linati tra Irish Renaissance e rivoluzione joyciana" e ha curato l'antologia "Belli Spiriti d'Irlanda". Collabora inoltre alla rivista "Studi Irlandesi - A journal of Irish Studies" dell'Università degli Studi di Firenze. Nel 2012 ha dato alle stampe il saggio di storia sociale e archeo-militare "I Celti della Valle del Po negli eserciti di Roma" e ha in corso studi sulla diffusione in Italia dei maggiori autori del "Rinascimento irlandese".


Un poeta americano sul Lago di Como.

Ezra Pound, Carlo Peroni e il "Broletto" (1937-1938)

ISBN 9788897461449

60 pagine, 15.- €

Acquistabile su [www.agoracommunication.com] o contattando l'autore [ This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ]

 
"Milano celta: le tre fortezze", il nuovo libro di G.Padovan

È uscito un libro su Milano che farà discutere: "Milano Celta: le tre fortezze". Si tratta dell’indagine che ricerca e trova le radici profonde e reali dell’odierna metropoli, la quale un tempo era la capitale dei Celti Insubri. Il lavoro “a tutto campo” è stato effettuato andando anche ad esplorare numerosi ambienti sotterranei.

La città celta «Mediolanodunon» esiste ancora ed è riconoscibile nell’odierno tessuto metropolitano milanese. L’affermazione è forte, ma le motivazioni sono contenute nelle indagini che vanno categoricamente a smentire l’affermazione di Polibio: «Tutti i Celti abitavano in villaggi non fortificati e privi di ogni mezzo di vita civile».

Si propongono i risultati dell’analisi che individua le tre fortificazioni celte di Milano. Si portano a confronto studi di archeologia, di archeoastronomia e di architettura fortificata condotti in Europa, con l’esame di cartografie storiche, moderne, foto aeree, ricostruzioni grafiche e immagini di monumenti. Vi sono anche le foto inedite del ritrovamento della «Stele di Komevios», proveniente dalla necropoli di Dormelletto (Novara), e si parla della stele di Vercelli, rinvenuta nel 1960, la quale riporta due iscrizioni, una in lingua latina, l’altra in lingua celta.

Nella sintesi si riesamina il sistema dei canali e dei Navigli interni come opera insediativa e difensiva celta riutilizzata fino al medioevo. In buona sostanza Milano possedeva un’architettura militare articolata e con essa erano fortificati anche gli odierni quartieri Baggio e Niguarda, un tempo Comuni autonomi, poi assorbiti dall’espansione della città metropolitana.

Sistemi idraulici, attività mineraria, luoghi di culto e fortificazioni sono i temi che si uniscono e si confrontano con la descrizione dei perimetri difensivi celti di Aicurzio, Biassono, Desio, Monza e Vercelli.

Soprattutto per quanto riguarda Vercelli il libro contiene due paragrafi a firma di Roberto Basilico (Federazione Nazionale Cavità Artificiali) che parlano della città fondata dai Celti e di cui rimangono chiare “impronte”; gli studi sul campo hanno condotto, anche in questo caso, ad interessanti risultati.

Si menzionano le indagini dello scienziato Adriano Gaspani (Osservatorio Astronomico di Brera, Milano) svolte in antichi siti italiani e stranieri come, ad esempio, a Tara in Irlanda.

Si parla inoltre di fortificazioni campali d’epoca romana e dell’individuazione di un castrum, oggi ai margini del centro storico di Milano. Sulla base di quanto argomentato è auspicabile che il “fenomeno dell’incastellamento” vada rivisto nelle regioni del Nord Italia e, più in generale, su tutto il territorio nazionale.

Coniugare le indagini “canoniche” alla metodologia di studio delle opere ipogee è il modello che si propone per esaminare a fondo chi siamo stati e che cosa i nostri predecessori hanno lasciato a noi, distratti abitanti delle nostre città le quali mantengono inalterato il loro valore storico, artistico e culturale.

Gianluca Padovan, Milano Celta: le tre fortezze, Lo Scarabeo Editrice Milano, 17 x 24, 285 pagg., inserto a colori di 72 pagg. con immagini, € 25,00

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INDICE

Presentazione di Maria Antonietta Breda

Ringraziamenti

I capitolo

ALLE ORIGINI DI UN MITO

I.1 - A nord del grande fiume

I.2 - Chi arrivò per primo?

I.3 - Ambarri, Arverni, Aulerci, Biturigi, Carnuti, Edui, Sènoni

I.4 - Migrazioni, stanziamenti e guerre

Note al capitolo

II capitolo

IL NOME DELLA CITTÀ D’ACQUE

II.1 - Mediolanum?

II.2 - Gli Insubri fondatori di “Mediolanum”

II.3 - «Quota 124,4»

II.4 - Le acque di Milano

II.5 - Vello d’oro e giacimenti auriferi

II.6 - L’oro della Bessa e del Ticino

Note al capitolo

III capitolo

CITTÀ DI CANALI, MURA E NAVIGLI

III.1 - Mura e fossati

III.2 - Il sistema dei canali detti Navigli

III.3 - I Navigli e il grande porto d’Italia

III.4 - 156 chilometri di canali

Note al capitolo

IV capitolo

INDELEBILI TRACCE

IV.1 - Come nasce una cultura?

IV.2 - Siti preistorici, storici e archeoastronomia

IV.3 - L’occhio umano e la percezione delle anomalìe

IV.4 - Colline fortificate e fortificazioni circolari

IV.5 - Le origini del mito

Note al capitolo

V capitolo

LA GRANDE CITTÀ-FORTEZZA DEI CELTI INSUBRI

V.1 - Villaggi fortificati e “piazzeforti”

V.2 - Milano: com’era la città antica?

V.3 - L’aggere difensivo

V.4 - Porte, torri e ruolo della fortificazione

V.5 - La prima fortezza: «Dùn Insubre Quota 124,4»

V.6 - La seconda fortezza: «Mediolanodunon», la città degli Insubri

V.7 - Il «Nemeton» ellittico di Milano

V.8 - Il «Fanum»: tempio quadrangolare celta in Piazza del Duomo

Note al capitolo

VI capitolo

IL DÙN VISTO DALL’ALTO

VI.1 - Il perimetro curvo

VI.2 - Aicurzio e le analogie con Milano e Tara (Irlanda)

VI.3 - Biassono da Dùn a castello

VI.4 - Desio e Monza

VI.5 - Il territorio di Vercelli: confine comune agli dei e agli uomini (Roberto Basilico)

VI.6 - I due Dùn concentrici di Vercelli (Roberto Basilico)

Note al capitolo

VII capitolo

LA CITTÀ-FORTEZZA CELTA FONDATA DA BELLOVESO

VII.1 - La terza fortezza: il «Dùn di Belloveso»

VII.2 - L’indistruttibile «CITTADELLA» nelle carte storiche

VII.3 - «Dùn Baggio» a Baggio e «

Note al capitolo

VIII capitolo

ANNO 222 A.: FINE DI UN’EPOCA?

VIII.1 - I Celti attaccano

VIII.2 - La “romanizzazione parziale”

VIII.3 - Castrum Vetus; a cavallo di Corso Italia

VIII.4 - Accampamenti e castra

VIII.5 - Considerazioni riassuntive

Note al capitolo

BIBLIOGRAFIA CITATA

 
Sabato 13 dicembre, presentazione nuova stagione

All'indomani della riapertura del tesseramento, Domà Nunch vi invita a un primo appuntamento, dedicato alla presentazione della nuova stagione del movimento. In concomitanza, verrà presentato il quaderno "Appunti per una Repubblica Sacra".

Domà Nunch si propone come punto di aggregazione e sintesi per tutte le realtà che ricercano modelli di interpretazione della modernità e vie per individuare, attualizzare e descrivere quali valori sceglieremo per le nostre Comunità future.

Si tratta di un evento fondativo imperdibile per quanti intendono informarsi e impegnarsi per costruire insieme nuove soluzioni al problema della sopravvivenza delle nostre popolazioni, dei nostri territori, del nostro patrimonio culturale.

L'incontro si terrà sabato 13 dicembre, dalle ore 16, presso l'Antiga Osteria Sant Andrea di Misinto (MB) e prevede gli interventi di:

  • on. Marco Rondini, parlamentare della Lega Nord
  • Federico Fregni, in rappresentanza del sodalizio Esploratori Hesperiani
  • rev. Lorenzo Banfi, in rappresentanza di Domà Nunch

 

A fine giornata sarà offerto un aperitivo a tutti i partecipanti e sarà possibile tesserarsi al movimento per l'anno 2015, oltre che ottenere il quaderno "Appunti per una Repubblica Sacra".

 
Solidarietà a Matteo Salvini

Domà Nunch esprime tutta la sua solidarietà al segretario della Lega Nord Matteo Salvini, vittima dell'infame aggressione della canaglia cosiddetta "antagonista". Dietro a questa definizione si celano ben noti mandanti che siedono in parlamento e nelle assisi "democratiche". Di fronte alla violenza dei centri sociali e dei loro sodali, benedetti dal Papa cattolico, occorre fare fronte comune in difesa dei nostri popoli e delle nostre Patrie.

 
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