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Notizie


Ma di quale potere pensano di disporre?

di Claudio Martinotti Doria

Un amico scienziato ha recentemente utilizzato un’efficace metafora per cercare di spiegare ai lettori di un giornale a diffusione regionale ed on line quanto sia prezioso il nostro pianeta e la vita che in esso si è sviluppata con la sua straordinaria biodiversità.

L’ho apprezzato molto soprattutto perché ha evitato simbolismi calcistici, cui purtroppo con eccessiva frequenza si è costretti a ricorrere per far capire concetti minimamente complessi ad una popolazione prevalentemente analfabeta di ritorno ed abituata alla demenzialità televisiva e mediatica, il cui scopo è appunto l’involuzione culturale della società (da Homo sapiens sapiens a Homo videns demens). E’ ricorso alla metafora del gioco dei dadi.

Per capire quanto sia prezioso e raro il nostro pianeta ha affermato che le probabilità statistiche che nell’universo ve ne siano di simili (senza per questo escludere che vi possano essere formate forme di vita intelligenti in pianeti meno dotati di potenzialità come il nostro), nei quali si possano essere formati essere viventi e senzienti come nel nostro, occorrerebbe riuscire a lanciare i dadi un centinaio di volte facendo sempre sei.

Credo abbia reso bene la rarità valoriale del nostro pianeta e della vita che in esso si è formata e questo spiegherebbe il perché desti così tanta attenzione da parte di "visitatori" (ad aggiungerei "fruitori") da altre dimensioni e pianeti, stando sia alle testimonianze dei testi antichi (in particolare della civiltà della Valle dell'Indo e della Mesopotamia), che impropriamente e riduttivamente si definiscono miti, ma soprattutto a quelle testimonianze molto più recenti e frequenti, che si rifanno alle abduction, e che non possono così facilmente ed opportunisticamente essere relegati alla sfera delle psicopatologie (troppo comodo e pregiudizievole), in quanto le teorie della moderna fisica quantistica, l’ipnosi regressiva e PNL ed altre, in un approccio multidisciplinare, stanno fornendo gli strumenti tecnici e culturali per studiarli ed interpretarli correttamente, per quello che realmente sono nella maggioranza dei casi, esperienze di contatto con forme di vita di provenienza extradimensionale ed extraterrestre.

Se a queste considerazioni aggiungiamo che rispetto alla storia del nostro pianeta, ricorrendo alla comune metafora dell’orologio, la presenza umana occupa qualche secondo nel lunghissimo periodo trascorso, viene spontaneo domandarsi quanta poca consapevolezza l’essere umano disponga delle sue origini e qualità intrinseche, soprattutto rispetto all’abituale modo di fare politica, di atteggiarsi e comportarsi da parte di coloro che sono investiti di responsabilità pubbliche. Quanto paradossale ed anacronistico risulta la presunta autorità di cui si sentono investiti una miriade di personaggini cui ci si dovrebbe (e vorrebbe) ancora rivolgere con i predicati di Eccellenza, Onorevole, Vostro Onore, ecc. che sono solo espressione di burocratismi obsoleti e clientelari, autoreferenziali ed oligarchici, che si consolidano vicendevolmente per frenare l’avversione (ormai prossima all’ostilità) da parte della società che dal basso, gradualmente ed inesorabilmente, ne percepisce ormai la sua decadenza, dannosità e vanità.

Nostro malgrado, si assiste in modalità motu proprio e perpetuo, al teatrino della politica, in cui questi personaggini recitano un ruolo in una fiction, che loro credono realtà, mentre vivono (come tutti noi) in una Matrix di cui non hanno la benché minima consapevolezza (disponendo di una coscienza compressa, ridotta ai minimi termini, del tutto priva di potenzialità noetiche). Si sentono cioè protagonisti dotati di potere e prestigio, mentre sono solo miseri attori di una fiction, che stando alla moderna fisica quantistica, è a sua volta inserita in una fiction più grande, essendo la vita una specie di film, una realtà virtuale, olografica.

Come tutti gli attori, si sentono grandi finché disporranno di fans, cioè di persone che vorrebbero essere al loro posto. Quando questo processo cesserà, quando cioè si raggiungerà una massa critica di persone che avranno acquisito consapevolezza espandendo la propria coscienza, il re sarà nudo e la sua nudità risulterà in tutta la sua patetica ridicolaggine che sfocerà in empietà. Per il momento continueranno apparentemente a prosperare, ammantati da un’aura mediatica artatamente contraffatta per fornirne un’immagine fasulla e prosopopeica, funzionale all’asservimento delle masse. Aspettarsi qualche cosa di valore dalla loro attività è pura illusione.

Come è illusione una fiction, ancor più se situata all’interno di un’altra fiction. Ma finché saremo solo spettatori passivi, il teatrino proseguirà imperterrito e rappresenterà ciò che crediamo realtà, perché saremo noi ad alimentarlo con le nostre aspettative puerili e fragilità psicologiche. In realtà non abbiamo bisogno di loro, semmai sono loro che hanno bisogno di noi, meglio se asserviti stupidamente da una molteplicità di dipendenze coercitive, da azioni liberticide accettate come necessarie, come se fosse naturale subire estorsioni per poi implorare una parziale restituzione di quanto ci apparteneva. E’ un mondo distorto, cui malauguratamente ci hanno abituati e come nella caverna platonica scambiamo le ombre per realtà, depotenziandoci infinitamente.

 
O con Boeri o contro, purché prendiate posizione…

di Claudio Martinotti Doria

Dovrebbe essere divenuto evidente quali siano gli interessi in gioco, per chiunque segua, anche solo distrattamente, il conflitto sempre più serrato tra il governo (con esso tutta la casta politico burocratica parassitaria) e il presidente dell’INPS Tito Boeri.

Boeri non è un politico (ecco perché ha avanzato tali proposte ed è inviso ai politici) ma è probabilmente persona dotata di buon senso e di una morale, e di fronte alla montagna di iniquità, sperequazioni e privilegi che si è trovato di fronte in seguito al suo incarico istituzionale, ha cercato dapprima sommessamente e poi in maniera sempre più determinata di avanzare proposte correttive, che andassero incontro alla maggioranza della popolazione, che negli anni passati, e soprattutto in quelli recenti (leggasi riforma Fornero) è stata molto penalizzata, mentre altre categorie sociali minoritarie non sono state neppure sfiorate dalla crisi e da quelle “correzioni” che la crisi stessa avrebbe dovuto rendere necessarie. Ha ad esempio proposto riduzioni di appena l’8 fino al massimo del 12 per cento per le pensioni cosiddette d’oro, cioè oltre i 5mila euro mensili, quasi tutte frutto di generose elargizioni e concessioni di stato o delle regioni autonome, mai proporzionate ai versamenti previdenziali effettuati, per poter utilizzare le risorse derivanti da questi interventi a favore delle fasce sociali più deboli e penalizzate, quali ad esempio gli ultra55enni senza lavoro e senza pensione (che peraltro nessuno in questo paese si è degnato di censire, non sapendo neppure quanti siano).

In pratica di fronte a vistose ingiustizie nel trattamento previdenziale, e di fronte ad una povertà che è solo agli inizi ma che si può immaginare in prospettiva quanto si potrà aggravare (peccato che i nostri politici, cinici avidi e corrotti, non vedano oltre la punta del proprio naso), Boeri ha semplicemente proposto dei correttivi modestissimi che graverebbero solo su chi ha ricevuto privilegi eccessivi in passato e che potrebbero riequilibrare e compensare parzialmente la situazione, attualmente troppo sbilanciata. Il governo e la casta di parassiti (che costituiscono un corpo unico, quando si tratta di difendere i loro interessi) hanno respinto al mittente tutte le proposte, con cinismo e spregiudicatezza, a volte bleffando, facendo finta di accoglierne una porzione insignificante, ma solo per il gioco dei media, per il teatrino della politica, per guadagnare tempo contando come al solito sulla memoria corta e l’ignoranza degli italiani, in attesa di eventi che li possano distrarre. Se non si fanno degli esempi efficaci, in quest’epoca di predominio mediatico dell’immagine, non si capisce il senso e soprattutto le proporzioni delle pur prudenti ed appena accennate proposte correttive di Boeri.

Per usare una metafora che rendere bene l’idea, è come se Boeri avesse chiesto ad un obeso ed ingordo di rinunciare, dopo un pasto di 14 portate, alla terza razione di dessert cui è abituato, dicendo che il ricavato della sua rinuncia avrebbe fornito il pane e companatico per una famiglia priva di reddito da lavoro e priva di pensione (grazie alla Fornero), e questi, con tutti i suoi consimili, gli avesse risposto che piuttosto l’avrebbe data al suo cane (che si suppone più intelligente di lui, e che quindi non gradirebbe perché nociva per la sua salute), perché è un diritto acquisito avendo versato i contributi.

In realtà è vero che ha versato i contributi, ma in misura ridotta in seguito a sfacciati privilegi, e siccome non esistono pasti gratis, quei privilegi li sta pagando qualcun altro, e chi se non “pantalone”? Cioè chi lavora onestamente ed il frutto del suo lavoro gli viene sottratto gradualmente, progressivamente ed inesorabilmente fino a livelli insopportabili? Sia con la pressione fiscale e previdenziale e sia con un sistema finanziario e monetario criminale e truffaldino (quanti ad esempio si sono visti dissolvere i propri risparmi investiti in alcuni fondi e banche?).

I politici ed i burocrati, che sono stati i beneficiari di questo sistema avido e corrotto, non sono altro che i maggiordomi ed i servi (secondo gerarchie interne) dell’alta finanza internazionale, che da decenni sta portando avanti un disegno di concentrazione nelle proprie mani di tutta la ricchezza prodotta, lasciando solo quanto necessario per sopravvivere a chi lavora onestamente, in modo che sia costretto ad impegnarsi sempre di più e sempre più a lungo (fino alla morte, possibilmente senza riscuotere neppure la pensione) nel lavoro e nella produzione, in un circolo perverso che favorisce solo il parassitismo, le rendite da posizione dominante.

Chi non ha ancora capito che le cose stanno così, cioè che si tratta di un’orditura pianificata tesa a conservare il potere ed accumulare tutta la ricchezza prodotta, mi spiace per lui ma si sta facendo ingannare dalle mistificazioni in atto, e magare ne diventa pure complice, ultimo anello della catena, in cambio di un piatto di lenticchie. Chi non si schiera a favore di Boeri è parte del gioco ed ha preso posizione, si suppone in cambio di privilegi (due piatti di lenticchie?) o di promesse future (sulle quali farebbe bene a dubitare), spero lo faccia almeno con un minimo di consapevolezza delle ripercussioni. Queste ultime temo siano alquanto sottovalutate, perché solo uno sprovveduto (reso tale dall’avidità) può pensare che alla lunga, quando la popolazione sarà ridotta sul lastrico, possa essere domata con la forza, con le unità antisommossa che il leviatano europeo sta predisponendo ed addestrando.

La Storia non ha insegnato nulla a queste indegne persone di potere? Possibile che non capiscano che sarebbe meglio rinunciare al terzo dessert a fine pasto per distribuire pane e companatico a chi non c’è l’ha, per perpetuare un minimo di pace sociale? O temono che costituirebbe un pericoloso precedente? Che metterebbe a repentaglio tutto il loro apparato e sistema di dominio? La popolazione tutta, appena divenuta consapevole, dovrebbe schierarsi a favore di Boeri e delle sue proposte correttive, che sono veramente il minimo che si dovrebbe realizzare per porre almeno parziale rimedio all’iniquità dominante nel sistema previdenziale italiano. Nella peggiore delle ipotesi, quantomeno si renderanno evidenti gli schieramenti in gioco e le dissimulazioni, da un lato i parassiti e dall’altro i parassitati, le zone di grigio sono infinite (l’ambiguità e l’ambivalenza è tipicamente italica), ma col tempo si renderanno più riconoscibili.

 
"Alìs ind el Paes di Meravili" voltaa in Lombard Occidental

 

“In quella direzion là,” l’ha dii el Gatt, con la sciampa che faseva segn a dritta, “el gh’ha la cà el Cappellee: e in quell altra direzion,” e el faseva segn a manzina, “la sta de cà ona Legora Marziroeula. La poeu visità chi la voeur: hinn tucc duu matt.” “Ma mì voeuri minga andà in mezz ai matt,” l’ha dii l’Alìs. “Ah per quell la poeudi minga iuttà,” l’ha responduu el Gatt, “semm tucc matt chicchinscì. Mì son matt. Lee l’è matta.” “Com’el fa a savè che son matta?” l’ha domandaa l’Alìs. “La gh’ha de vessel,” l’ha dii el Gatt, “o la saria minga vegnuda chì.”

I Avventur de Alìs ind el Paes di Meravili di Lewis Carroll  è l'ultima traduzione di Gianpietro Gallinelli, noto per la sua attività di studio e diffusione del Milanese, già fondatore della rivista El Dragh Bloeu, che poi fu il magazine ufficiale del nostro Movimento per diversi anni.

Gallinelli, recentemente cimentatosi in maniera eccellente con lo spassosissimo Innocent a l'ester (The Innocents Abroad) di Mark Twain, ha tradotto l'Alice in Wonderland per l'editore Evertype, che mantiene lo stile originale del volumetto, 130 pagine in bianco e nero, caratteri tipografici d'epoca e le illustrazioni di John Tenniel.

Così il nostro introduce il suo lavoro: "In questa traduzion hoo deciduu de restà el pussee possibil visin a la version originala in Ingles. S’hinn mantegnuu i nòmm ingles sia di personagg del liber che di quei stòrich che apparissen ind el raccont. Compagn de tanti alter traduzion de l’Alìs, vun di impediment pussee gròss incontraa ind el voltà in Lombard Occidental la stòria, l’è staa el cercà, indoe l’era possibil, de mantegnì i bellissim gioeugh de paròll cont i quai el Lewis Carroll l’ha impienuu el liber. In tanti part stì gioeugh hinn staa adattaa per fai sonà mej ai oregg di lettor lombard."

Il volumetto è in vendita a un prezzzo molto interessante su Amazon, Ebay e altri siti.

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I Avventur de Alìs ind el Paes di Meravili
Alice’s Adventures in Wonderland in Western Lombard
Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie
By Lewis Carroll, translated into Western Lombard by GianPietro Gallinelli
First edition, 2015. Illustrations by John Tenniel.
Portlaoise: Evertype. ISBN 978-1-78201-114-9 (paperback), price: €12.95, £10.95, $15.95.

 
Riposa in pace, Gilberto

Quest'oggi il nostro Movimento si unisce al cordoglio per la scomparsa di Gilberto Oneto, un uomo che tutti ricorderemo per l'eccezionale lavoro svolto nello studio e nella diffusione delle culture e della storia dei nostri Popoli. Ma soprattutto per aver permesso a molti di conoscere, di conoscersi e di riconoscersi.

Mille bandiere oggi sventolano e ti salutano.

 
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