Doma Nunch

 
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Notizie


A Saronno no al business della falsa accoglienza!

Una breve risposta al PD riguardo la faccenda dei "profughi" che si è inteso inviare a Saronno: tanto per cominciare, noi non siamo allineati alla progetto della grande sostituzione e la questione non mai stata taciuta o nascosta. Anzi, è stata dichiarata in svariate sedi e occasioni; ma, evidentemente, serve entrare nello specifico.
Il Consiglio Italiano per Rifugiati ci lascia delle statistiche ufficiali tratte dalla Fonte Nazionale per il diritto d’asilo e liberamente consultabili a questo link [http://www.cir-onlus.org/it/comunicazione/statistiche]. Nel 2014 solo il 10% dei richiedenti, ospitati nelle strutture di tutta Italia, ha ottenuto lo status di rifugiato. Ciò è solo la matematica e riduttiva dimostrazione di un fenomeno strumentale, consapevolmente sfruttato da chi ha trovato nell’immigrazione un mercato utile per fare impresa. 
Domà Nunch ricorda al PD saronnese che il PD romano è stato commissariato perché - tra l’altro - era ben coinvolto in un business assurto alle cronache nazionali nella sua peggior manifestazione con il nome di "Mafia Capitale".

Inoltre, gli episodi di arroganza con protagonisti molti di questi “richiedenti” (il rifiuto del cibo, l’esigere smartphone e wi-fi gratuito, lamentarsi della carenza di comfort a 5 stelle delle strutture, ecc.), stridono con la presunta precarietà estrema lasciata nelle terre natie: sembrano piuttosto i capricci di chi sa bene ciò che vuole e ciò che può ottenere da istituzioni fiacche e disinteressate a fronteggiare un’emergenza costruita. Essa ha raggiunto (finora) i suoi culmini con le rivolte in qualche centro di accoglienza italiano, nei fatti di Calais e Colonia.
In termini di principio, ci sembra assurdo che l’eventuale decisione di ospitare gli immigrati a Saronno venga presa tra il prefetto e "le cooperative", senza coinvolgere né tenere conto dell’amministrazione comunale, che vorremmo ricordare ai nostri amici democratici, essere l’espressione del voto cittadino.

A Saronno il voto ha espresso con larga maggioranza la volontà di un popolo contrario a questo tipo di accoglienza, da noi definita falsa e interessata.
In termini pratici, invece, ci sembra altrettanto assurdo che il Comune debba trovare una soluzione a una questione aperta e discussa tra prefetto e cooperativa, con l'esclusione dell'amministrazione cittadina. La cooperativa non si è nemmeno preoccupata di compiere i passi burocratici necessari per essere in regola con i termini di legge della cosidetta ”accoglienza”. Ciò la dice lunga sulla presunta “dedizione alla mission umanitaria” della coop in questione.

Domà Nunch non crede che la qualifica di "Città" sia determinata dal numero di immigrati che si sia disposti ad ospitare o di quanto si voglia aderire ai diktat del “sistema paese”, bensì in misura di quanto la Comunità lavori per essere un soggetto rilevante in termini di qualità della vita e servizi, concetto che, evidentemente, non appartiene all'intelligencija del Partito Democratico.

 
Serata sulle Foibe: “Riflessioni, spunti e tanto pubblico”

SARONNO – “La serata è stata un successo. I relatori con gli studi fatti e le esperienze personali hanno portato un alto livello culturale, delle chiavi di lettura stimolanti e hanno lasciato degli spunti di riflessione molto attuali”.

E’ il bilancio degli esponenti di Domà Nunch e Fratelli d’Italia della conferenza “Foibe una questione identitaria” organizzata mercoledì 24 febbraio alle 21 a Villa Gianetti. “Il pubblico – continuano gli organizzatori – ben superiore al numero di posti a sedere, ha portato una rara capacità di ascolto, una grande voglia di partecipazione che si è realizzata con interventi interessanti e puntuali.

Non sono mancati momenti di commozione, sia tra i relatori che tra il pubblico, quando i temi trattati hanno toccato un vissuto personale”. Particolarmente intensa la testimonianza inattesa di un esule che commosso ha detto di aver avuto un caro infoibato.Al tavolo dei relatori erano presenti Stefano Caronni e Marco Castelli di Domà Nunch Saronno, Marco Fornasir, presidente dell’Associazione Amici Triestini a Milano e Alfonso Indelicato, consigliere comunale di FdI-AN. Presenti in sala anche gli assessori Gianpietro Guaglianone e Gianangelo Tosi. “Ai relatori – concludono gli organizzatori – va il nostro più sentito ringraziamento, in particolare a Marco Fornasir, e al pubblico participante che aspettiamo sempre attivo e numeroso per le prossime iniziative!”

 
256 secondi, piovono bombe!

MILAN - Nel Rifugio Antiaereo N°87, situato nei sotterranei della scuola primaria Giacomo Leopardi in Viale Bodio, al 22, il regista Cesare Gallarini darà vita allo spettacolo teatrale-emozionale.

256 SECONDI, PIOVONO BOMBE!

Ai bambini uccisi dalla guerra, nelle loro scuole, con i loro maestri


Nella Seconda Guerra Mondiale 256 secondi era il tempo medio che impiegava una bomba d’aereo a giungere al suolo e deflagrare.

Si potrà inoltre visitare e fotografare il “Rifugio Antiaereo N° 87” e vedere la mostra fotografica BOMBARDANO MILANO, RIFUGIATI! organizzata dall’Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano.

* * *

Orario degli spettacoli dal 19 al 29 aprile compresi:

 

  • Feriali ore 21.00
  • Sabato, festivi e 25 aprile ore 15.00 e ore 21.00

 

Prezzo del biglietto:

 

  • intero € 12
  • ridotto under18 e over60 € 6

Posti limitati a 70 spettatori a rappresentazione: si consiglia prenotare tramite la Scuola Giacomo Leopardi [sig.ra Nicoletta, orari 7,30-13 da Lu. a Ve., tel.: 02.88446840]. Altre informazioni: Oltre Confine - 3355317488 - This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

 

 
Oro e argento nella Storia e nell’epoca attuale

di Claudio Martinotti Doria

6 marzo 2016

Come ben sapete avendo letto i molteplici post pubblicati da me in questi anni, esiste una “riserva mentale” nei confronti dell’argento, che non solo lo colloca in posizione secondaria rispetto all’oro per motivi valoriali, ma probabilmente per un pregiudizio storico culturale indotto dal sistema mediatico degli ultimi decenni, che avendolo troppo deprezzato per ragioni che non sono affatto pertinenti alla sua disponibilità quantitativa ma semmai per motivi artatamente speculativi di alterazione della percezione del suo effettivo valore (per scopi di dominazione monetaria cartacea a favore del dollaro), hanno finito per omettere di considerarlo relegandolo in una sorta di limbo mnemonico.

Attualmente e in prospettiva l’argento è addirittura più raro e difficilmente estraibile rispetto all’oro, anche per la non convenienza attuale che rende antieconomico ricercarlo ed estrarlo e che pertanto rende assolutamente squilibrato l’attuale rapporto valoriale di 1 a 50 con punte addirittura di 1 a 60 circa rispetto all’oro, mentre come sapete nel corso dei 2800 anni circa di storia economica documentata dell’umanità il rapporto medio si è sempre attestato attorno a 1 a 10 1 a 12 massimo.

Quando ci riferiamo storicamente alla prima monetazione è implicito riferirsi al regno di Lidia, nell’attuale Anatolia, al quale l’antico storico greco Erodoto nei resoconti dei suoi frequenti viaggi attribuiva il primo conio di monete d’oro e d’argento ed elettro (lega di oro e argento, che a volte si rinviene anche in natura) dell’umanità. Di conseguenza si ritiene che in precedenza si ricorresse al baratto per commerciare, cioè si scambiassero i beni in possesso reciproco. Ma le cose non stanno affatto così.

A parte il fatto che l’archeologia continua a scoprire situazioni che “ufficialmente” sono difficilissime da spiegare e pertanto l’ortodossia preferisce sorvolare ed omettere (come la scoperta di antichi giacimenti di oro e argento in Sudafrica che risalgono all’epoca dei primi homo sapiens: che ci facevano i primi sapiens con questi metalli preziosi?), ma venendo a tempi più recenti si hanno tracce certe di miniere sfruttate dagli egizi in Nubia fin dal III millennio. Lo usavano solo come ornamento? Non credo proprio.

A partire dal 1300 a.c. si iniziò ad importare anche oro dall’Asia, che veniva denominato oro “Ketem”. A quei tempi e fino al 900 a.c. l’argento era molto più raro dell’oro ed il suo valore era doppio rispetto all’oro, anche per le difficoltà tecniche di raffinazione dell’epoca. In seguito, all’incirca dal 900 a.c. raggiunse la parità e poi divenendo sempre più abbondante il suo valore fu decisamente surclassato dall’oro, che comunque per molti secoli non superò mai il rapporto di 1 a 4.

Quindi anche nell’antichità valevano le leggi dell’economia, basate sul rapporto abbondanza – scarsità, ed il suo uso non era mai limitato all’ornamento, ma svolgeva le stesse funzioni odierne, cioè era unità di conto, strumento di pagamento di beni e servizi e riserva di valore, solo che non avevano la forma di monete cui siamo abituati ma avevano svariate altre forme, riconoscibili dal peso e dalle scritte applicate nel conio dalle autorità che ne avevano il monopolio. Potevano avere forma di lingotti, sbarre, o semplicemente polvere, per cui occorreva disporre di bilance per pesarne la pezzatura. Era mezzi poco pratici per cui si pervenne finalmente alla monetazione molto più pratica e funzionale.

Fin dai tempi antichi di cui si ha traccia, la detenzione dell’oro e dell’argento garantiva il dominio sugli altri popoli, che se non erano stati assimilati erano quantomeno assoggettati divenendo vassalli, come gli egizi dimostrarono per molti secoli. Nell’ultimo secolo al posto dell’oro, per dominare gli altri popoli si è cercato di controllare le riserve di petrolio e dall’estate del 1944 con la Conferenza di Bretton Woods (comune di Carroll, nello stato del New Hampshire negli USA) gli USA, attori determinanti dell’esito della II GM (soprattutto con le loro enormi forniture militari), imposero le loro condizioni per regolare i rapporti commerciali internazionali ed il dollaro divenne la moneta di riferimento internazionale per tutti gli scambi di bene e servizi, soprattutto per il petrolio. Finché nell’estate del ’71 il presidente Nixon pose fine agli accordi sospendendo per sempre la convertibilità del dollaro in oro e dando inizio allo sfacelo finanziario e monetario che è sotto gli occhi di tutti.

Per mantenere questo dominio monetario del dollaro, che è ormai carta straccia a tutti gli effetti, creandolo dapprima con la cosiddetta “stampante monetaria” e poi virtualmente ed illimitatamente in formato digitale, dominio fondato solo sulla fiducia coatta sostenuta con la forza militare del più potente esercito del mondo, gli USA hanno dato l’avvio ad una condizione di guerra permanente che si sta sempre più pericolosamente accentuando, localizzandosi soprattutto in quei territori dove maggiore era il rischio si potessero sottrarre a queste condizioni vessatorie (dove ci si voleva sganciare dal dominio del dollaro e degli USA).

Nel momento in cui alcune nazioni significative nello scacchiere internazionale, come potrebbero essere la Russia e la Cina, i cui rapporti si stanno sempre più intensificando e coalizzando, dovessero avviare scambi internazionali, a partire dall’energia (quindi petrolio e gas), basati su una monetazione dotata di gold e/o silver standard, l’economia degli USA collasserebbe in tempi brevi e non rimarrebbe loro che scatenare una guerra di notevoli dimensioni per impedirlo, coinvolgendo i loro “alleati” più o meno riottosi.

In ogni caso, per terribili che possano essere le truci e devastanti scelte che gli USA dovessero adottare per preservare le loro condizioni di privilegio, e non credo esiteranno a farlo, l’oro e l’argento torneranno in auge, esattamente come avvenne nel passato, perché la Storia inevitabilmente si ripete, perché gli individui che si trovano a governare, in proprio o per conto di terzi, non hanno comunque sufficiente consapevolezza ed autonomia per capire, prevenire, prevedere ed impedire certe scelte scellerate, non fosse altro che per egoismo, non essendo disposti a compiere alcuna rinuncia.

Purtroppo l’umanità intesa come massa, è da sempre stata considerata alla stregua di un gregge, cioè carne da macello, da coloro che disponevano del dominio incontrastato del potere politico ed economico, ed in quanto tale è “sacrificabile” pur di mantenere lo status quo dell’élite dominante. Le conclusioni traetele Voi.

 
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