Doma Nunch

 
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Insuber, Lombard: giontes a Domà Nunch!

Il semplice gesto dell'adesione rappresenta un grande aiuto per Domà Nunch. La tessera 2012 è già in distribuzione e viene consegnata per un contributo minimo di 15.- Euro o 20.- CHF. Ne puoi anche richiedere la spedizione a casa Tua dietro pagamento (richiedi i dettagli a  This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ). L'indipendenza di idee, parole e azioni del nostro Movimento fa un'importante differenza: anche nel 2011 siamo riusciti a realizzare la stampa di pubblicazioni, l'organizzazione di feste, conferenze e corsi senza ricorrere a contributi pubblici.

Ecco perchè il Tuo sostegno è fondamentale per proseguire in totale libertà da ogni vincolo clientelare.

Il 2012, dell'Europa in crisi (e dell'Insubria che resiste) ha trascinato con sè molti seri problemi; ma, grazie a Domà Nunch, anche delle soluzioni fino a poco tempo fa impensabili. Molte delle idee che abbiamo lanciato qualche anno, venendo giudicati "visionari", si sono fatte strada: il riconoscersi in una Nazione nuova, ma con radici antiche, lavorare per la propria indipendenza, pensare a un futuro differente, combattere sin da subito l'insostenibile sfruttamento del territorio. Questi e altri obiettivi sono ora molto più a portata di mano. Ecco perchè esiste Domà Nunch, il Movimento econazionale per l'Insubria.

"Domà Nunch? Non è un partito autonomista, ma un movimento nazionale, ecologista e rivoluzionario"
(Rev.Lorenzo Banfi)

Queste parole riassumono le nostre aspirazioni: un'Insubria libera di poter decidere il proprio destino. Decidere se e con chi stare

Una Nazione che abbia una vera coscienza di sè, del proprio passato, del proprio carattere. Con una chiara visione di dove vuole andare.

Una Nazione che abbia cura della sua Madre Terra e la consideri non come qualcosa da sfruttare, ma qualcuno con cui convivere in armonia. Domà Nunch ha già denunciato l'impossibilità di uno "sviluppo sostenibile", termine coniato per distrarci dai gravissimi problemi di fondo del nostro territorio, per i quali il limite è già stato abbondantemente superato: la sovrappopolazione, l'opprimente pressione fiscale che ci obbliga a consumare sempre più le nostre risorse, il consumo del territorio agricolo e naturale, la ridicolizzazione del nostro passato e delle tradizioni, nonché l'inutilità di una scuola che non permette ai nostri ragazzi di amare la storia e l'ambiente.

Una Nazione moderna e in equilibrio, tramite una rivoluzione totale nel governo del territorio. Vogliamo un'Insubria in cui le città non siano tentacolari, ma abbiano perimetri ben delimitati. Vogliamo riaprire le vie d'acqua che tanto famosi ci resero nel Rinascimento; una Milano con meno asfalto e più canali. Dove il traffico stradale sia ridotto al minimo indispensabile, puntando sulle ferrovie che davvero ci occorrono, non buttando denaro con le TAV, costruite a vantaggio di pochi (e non certo dei pendolari).

Una Nazione che annulli la crisi economica, tornando padrona della sua moneta e della sua economia, che miri all'autosufficienza alimentare ed energetica. Un'economia vera e non eterodiretta da qualche finanziere che scommette sul nostro fallimento, non schiava di banchieri e potentati stranieri. Un'Insubria con ambiti lavorativi non più luogo di scontro e sfruttamento, ma generatori di prosperità. Vogliamo la partecipazione dei lavoratori agli utili e, di riflesso, alla gestione delle grandi aziende.


Innalza la bandiera Ducale nel tuo paese e nella tua città!

La voce di Domà Nunch può aiutare ogni regione d'Insubria a dare una speranza alla nostre popolazioni.

Ciò è possibile facendo crescere un sezione cantonale nella tua zona. Ci rivolgiamo a persone di ogni categoria: a coloro che non si ritrovano più nelle posizioni contraddittorie e indifendibili dei partiti; a chi è stufo del sistema italiano, nemico della Res Publica, in quanto non tiene in alcun conto la "cosa pubblica" ma bada solo al mantenimento dei privilegi delle caste parassitarie che vi si sono insediate; a chi crede che il bene comune possa ripartire dalle Comunità locali, che devono lottare per la loro identità e autodeterminazione.

 
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