2010-02-02 Il Giorno - Edizione di Como
— LOMAZZO — NEL BOSCO della Moronera spuntano le tracce di un’abitazione: potrebbe essere un cascina risalente alla fine dell’Ottocento e abbandonata il secolo successivo. I mattoni affioranti dal suolo hanno fatto risalire alle fondamenta di un insediamento piuttosto esteso, sulla cui ricostruzione storica si sta occupando l’associazione “Domà Nunch”.
LA SCOPERTA è stata possibile grazie alla segnalazione di un cacciatore: la fitta vegetazione cresciuta nel corso degli anni infatti ha completamente ricoperto la costruzione. «Soltanto per caso un cacciatore si è imbattuto in uno dei cunicoli delle fondamenta, mentre tentava di recuperare il suo cane», puntualizza il portavoce dell’associazione Domà Nunch, Matteo Colaone.
I MATTONI emersi dal sottobosco in un primo momento hanno fatto pensare che si potesse trattare dell’originario nucleo di Manera, abbandonato in seguito all’ultima pestilenza che ha interessato la zona, intorno al 1700. «Invece sembrerebbe più accreditata l’ipotesi secondo la quale i laterizi ritrovati risalirebbero ad una leggendaria cascina di fine Ottocento - precisa Colaone - un’azienda completamente isolata e immersa nel bosco, specializzata nell’allevamento dei tori, frettolosamente abbandonata all’inizio del Novecento in seguito ad un non meglio precisato episodio».
«EFFETTIVAMENTE i mattoni ritrovati sono costituiti da una pasta diversa da quella utilizzata nell’edilizia moderna», aggiunge Colaone.
Il segreto custodito per anni dalla vegetazione fra qualche giorno potrebbe però essere seppellito per sempre, ma questa volta dalle ruspe: «Il 6 febbraio apre il cantiere per la realizzazione della Pedemontana e l’area in questione, sebbene non interessata direttamente dal tracciato, probabilmente sarà occupata dalle opera del cantiere e successivamente dai manufatti per la viabilità accessoria», conclude il portavoce del sodalizio.
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