LENTAA (MB) - In genere non amo assistere alle sedute del Consiglio Comunale perché, mi si passi la licenza, è un po' come andare ad uno “spettacolo conoscendo già il finale”.
Ma ogni tanto serve per avere il polso del “clima” che gira tra i nostri “governatori”... Anche la seduta del 15 u.s. del Consiglio alla quale ho presenziato mi ha lasciato (ancora una volta, come già in passato ed anche con altre amministrazioni) l'amaro in bocca: ho solo sentito parlare di nuove costruzioni, non una parola su progetti concreti per tentare di rendere più vivibile e respirabile questa nostra povera terra, assediata dal cemento.
Traggo i seguenti dati direttamente dal sito internet del Comune: Lentate superficie kmq 13,99 abitanti (al 31/8/2008) 15.263. Questo significa una densità di popolazione di 1.091 abitanti per kmq! Non entro nemmeno nel dato del verde pubblico perché la situazione è sotto gli occhi di tutti, nonostante le varie Amministrazioni succedutesi si glorino della presenza a Lentate di ben due Parchi: quello Groane e quello della Brughiera (scordandosi che gli stessi sono posti ai limiti dell'area occupata dal comune e, quindi, ben difficilmente godibili dalle persone che andrebbero a fare due passi per leggere il giornale o portare bimbi ed anziani in carrozzina a respirare una “boccata d'aria”, peraltro pesantemente inquinata dal notevole traffico veicolare che passa giornalmente nei nostri centri paese). E poi sappiamo tutti che le vigenti normative consentono (ahi noi!) di annoverare tra il verde pubblico persino aiuole e rotonde spartitraffico.
Dunque, tornando all'ultima seduta consigliare, sono state approvate, cito come esempio, nuove opere edificatorie che prevederanno la costruzione di un ennesimo centro commerciale (di cui non abbiamo bisogno, essendo già assediati da innumerevoli altri nella zona) nell'area accanto al Bennet: questo significa prevedere una rotatoria nell'antistante prato dell'antichissima chiesa di san Francesco Saverio a Copreno; la collocazione in paese di un'azienda – che arriva da altro luogo – di 180 dipendenti e che, a dire del relatore, sicuramente ne perderà alcuni per via dello spostamento e, dunque, questo significherà possibilità d'incremento occupazionale a Lentate (?): da ex-responsabile delle risorse umane, mi chiedo se l'azienda in questione ha per caso messo nero su bianco il numero di posti di lavoro che potrà offrire ai lentatesi in cambio di un'ennesima secca occupazione di terreno ora agricolo (ma non siamo un comune anche a vocazione agricola? mostra “delle mucche” come la chiamo io, docet!). Per non parlare poi dell'ecomostro previsto a Copreno (che di eco in realtà non ha proprio nulla): un imponente edificio bianco che servirà da magazzino, senza nemmeno passare dal Piano di Governo del Territorio, cioè dall'opinione e dalla penna delle persone. Eppure è sotto l'occhio di tutti la presenza, oltre che di edifici abitativi, di grossi capannoni sfitti da anni. Il timido filo di verde previsto è così sottile e non gira nemmeno intorno a tutta l'area industriale creando un impatto visivo da via Lazio di una violenza intollerabile.
Chissà che diranno i coprenesi dell'area interessata che si troveranno davanti alle finestre un simile panorama. Il tutto sotto il titolo del “creare nuova occupazione (!) Ma non mi risulta (anche per esperienza professionale) che le aziende facciano “beneficenza”: semmai si organizzano per ridurre i costi del lavoro acquistando nuovi macchinari e tagliando posti! E così assistiamo ad un continuo e progressivo degrado dei nostri paesi di cui ci dimentichiamo, ad esempio, dei centri che avrebbero urgente bisogno di opere di recupero. Chissà che fine farà, sempre ad esempio, la cinquecentesca canonica di Birago o a che punto di ulteriore degrado arriverà Palazzo Beccaria a Copreno? E la storica villa del Mirabello perderà definitivamente la sua luce, con buona pace dei Verri e del motto affisso sulla porta di casa “Procul ad invidia” (tieni lontano l'invidia!) Tant'è: l'esempio della cinquecentesca villa Ravasi a Camnago o del cortile dei Maestri chiodaioli a Cimnago l'abbiamo sotto gli occhi tutti. Così come abbiamo sotto gli occhi le inutili e dispendiose opere effettuate, anche di recente, con la scusa che “le abbiamo ereditate”. Mi sono informata: le delibere, anche quelle ereditate, possono essere annullate. Bisogna solo avere progetti a misura d'uomo, del paese e del territorio. E crederci davvero. Insomma è necessario essere innamorati del proprio paese.
Cristina Volonté
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