
I più antichi fontanili potrebbero essere stati scavati in epoca romana, dapprima per drenare e far defluire l'acqua delle paludi e poi probabilmente anche per irrigare.
Difatti Strabone, nella sua "Geografia", (V, 1, 4-12 ) afferma "Come avviene nella zona del basso Egitto, si provvede all'irrigazione con canali e argini, e così la pianura padana in parte viene prosciugata e coltivata, in parte è navigabile".
Riferendosi certamente ai fontanili, oltre a canali ora scomparsi derivati dai fiumi, fra cui forse il Panperduto.
Attorno all'anno mille si iniziò il recupero degli antichi fontanili romani e la costruzione di nuovi. Lo scopo era di nuovo quello di prosciugare le paludi che si erano riformate, e questi fontanili sono riconoscibili dall'andamento sepentiforme. Poi, ottenuto lo scopo, si cominciò a scavare nuovi fontanili per l'irrigazione, e a creare una "testa" che fornisse acqua sorgiva ai vecchi. La costruzione dei fontanili proseguì fino nell'Ottocento raggiungendo il numero massimo per la provincia di Milano di 773. Poi una parte di essi, soprattutto quelli ubicati a nord, meno attivi, fu distrutta quando il Canale Villoresi rese superflua la loro acqua, ma i rimanenti continuarono a svolgere un utilissimo servizio per l'agricoltura. Nel 1954 fu stimato che complessivamente erogavano 73 metri cubi di acqua al secondo di cui oltre 50 nella parte ovest della provincia. Ma un duro colpo alle risorgive fu dato dalla costruzione del Canale Scolmatore il cui tratto che attraversa la zona delle risorgive fu terminato nel 1968. Da stime effettuate dai costruttori, nei dodici chilometri dalla ex SS11 al Naviglio, il canale drena ogni secondo da 0,5 a 1,5 tonnellate d'acqua sorgiva per ogni chilometro. A peggiorare ulteriormente la situazione intervenne il fatto che con la scomparsa delle marcite, il consorzio Villoresi cessò di erogare l'acqua in inverno.
Gran parte dei fontanili giunse sull'orlo dell'estinzione. Al 15 Aprile 2006, la situazione censita nei comuni di Settimo Milanese, Cornaredo, Bareggio, Sedriano, Vittuone e Corbetta era la seguente:
FONTANILI ESTINTI: 15 (per estinto si intende risorgiva da cui non sgorghi più l'acqua, tranne eventualmente brevi periodi)
Settimo: Cavetto, Muzzetta, Marascia.
Cornaredo: Roverbella, Torchiana, Testa morta, Fontanilazzo, Gagliardo, Brera, Tedesco, Bertino, Casette, Grandazzi.
Bareggio: Bartoli.
Corbetta: Malpaga, Uccello, Vecchio.
FONTANILI INATTIVI: 15 (fontanili che pur avendo per periodi più o meno lunghi acqua in testa o parte dell'asta, questa non giunge mai al livello dei prati, ma in cui può sopravvivere in alcuni casi la fauna bentonica).
Settimo: Albarella, Rilé, Oliva, Patellano.
Cornaredo: Lagetto, Bergamasco, Barona.
Bareggio: Prati nuovi, Masciochino, Varesino.
Sedriano: Gallarata, Magna.
Vittuone: Gabera 1 e 2, Resta.
FONTANILI con ASCIUTTA TOTALE invernale e primaverile: 19 (con conseguente scomparsa fauna ittica)
Settimo: Marcione, Tacchetti.
Cornaredo: Corora, Litta
Bareggio: Cicogna, Trebia.
Sedriano: Casa, Marzone, Cavo delle Rane, Testa delle Volpi, Barbirolo.
Vittuone: due teste del Tre teste
Corbetta: Regé, Luna, San Carlo, Margherita, Guasta, Dei Frati.
FONTANILI con asciutta INVERNALE dell'asta (che pur non comportando la scomparsa totale dei pesci, ne provoca una grande moria): 26
Settimo: Dei Frati, Facchetti, Tavola, Londino.
Cornaredo: Cavo Generale. .
Bareggio: Barona, Testone, Gallina, Fontaninetto, Beché
Sedriano: Beché, Fagana, Battistino.
Vittuone: Marzotel, Saretta, Prati nuovi, Grande, 1 testa del Tre Teste.
Corbetta: Luna, Castellazzo, Boretta, Renzo, Marcione, Garavaglia, Madonna.
FONTANILI con PARZIALE asciutta dell'asta: 7
Settimo: Cagapes. Olonella.
Cornaredo: Molino Grande.
Bareggio: Garatta, Brolo.
Corbetta: Marcione , Testa Lunga
FONTANILI con NESSUNA asciutta: 5
Bareggio: Fontanile nuovo, Borghese.
Vittuone: Gaberino, D'Adda.
Corbetta: Uccello Nuovo.
Fino ad inizio settanta, non si ricordava a memoria d'uomo un asciutta anche parziale di un fontanile.
In seguito all'intervento Aidaa e Lacmi, non solo si è potuta evitare l'asciutta totale di alcuni fontanili, ottenendo l'anticipo di una
quindicina di giorni sull'apertura Villoresi. In nessuno dei 19 fontanili con asciutta totale si è ripetuto l'evento.
In alcuni di questi che alla foce si congiungono con altri fontanili si è già avuto il ripopolamento ittico.
Dei fontanili inattivi, il Gallarata il Magna e l'Oliva sono tornati parzialmente attivi e Nnssuno fra loro (tranne forse il Barona di Cornaredo) ha più patito un asciutta totale. Fra quelli che soffrivano di una totale o parziale asciutta asta, Facchetti, Tavola Londino, Barona, Fagnana, Garatta, Brolo, Saretta non hanno più sofferto alcuna sciutta nell'ultimo anno. In totale i fontanili che mantengono sempre un minimo di acqua sono passati da 38 a 69. I fontanili esenti da asciutte sono passati da 5 a 13.
Ma essendo di nuovo cessata l'erogazione dell'acqua in inverno, la situazione è destinata a ritornare come nel 2006.
Note.
1. Alcuni nomi di fontanili si ripetono nei vari comuni.
2. Alcuni fontanili, hanno diversa denominazione nel catasto ufficiale e nella lingua popolare (es: Brolo=Fontaniletto). Oppure la dizione in lingua è diversa da quella italiana (Es: Grandazzi= Favai)
3: Alcuni fontanili, come lo Stravella, essendo tombinati non hanno potuto essere controllati. Il Malandrone non si può sapere se è attivo
in quanto riceve abbondante scarico fognario dall'Italtel. Il Laghetto di Bareggio viene mantenuto artificialmente attivo tutto l'anno
dall'associazione Amici del Parco. Altri fontanili di Corbetta non erano stati controllati nel 2006.
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