Saviano e la "sua" Milano

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"Milano la più grande città del Sud". Quella di Saviano è ovviamente una provocazione. Come uomo di spettacolo sa bene come tenere viva l’attenzione su di sé: e cosa c’è di meglio di un palcoscenico come Brera?

Ovviamente poi, essendo anche scrittore di fatti di camorra e criminalità mafiose varie, non può che essere felice che oggi la nostra Capitale possa offrirgli nuovi spunti per qualche nuovo best seller.
 
Per questo fa l’elogio di Milano quale città del Sud. E come dargli torto? Milano oggi è magnificamente al centro delle attività criminali della N’drangheta e di questo non possiamo che ringraziare molti conterranei di Saviano. Ma lui, furbescamente, di questo non parla, perché altrimenti svelerebbe magari di cosa parlerà il suo nuovo romanzo.
E giustamente a lui piace la meridionalizzazione di Milano, anche se sono sicuro che parecchi meridionali che da noi hanno trovato una nuova patria e si sono insubrizzati, non apprezzino poi così tanto il primato di cui il signor Saviano pare vantarsi.
Non parliamo poi del codazzo degli zio Tom nostrani, sempre pronti a rendere omaggio al tronista di turno, che sale sul pulpito a farci le prediche: sempre pronti a spalar merda sui milanesi e sui settentrionali in genere.
 
Ma noi non cadremo nelle simpatiche provocazioni del signor Saviano e lo ringraziamo per aver deciso di ambientare a Milano uno dei suoi prossimi romanzi.
 
Lorenzo Banfi
Maester de Domà Nunch

 
 
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