L'Insubria

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L'Insubria
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L'Insubria è una delle più antiche aree abitate dall'uomo ed è una econazione storico-geografica, corrispondente all'antico territorio in passato abitato dagli Insubri e successivamente coincidente con il Ducato di Milano (1395-1796).



DATI

Stati:  Repubblica Italiana e Confederazione Elvetica

Attuali Regioni amministrative e Cantoni:  Lombardia, Piemonte, Canton Ticino, parte del Canton Grigioni.

Attuali Provincie e Cantoni:  Provincia di Milano, Provincia di Como, Provincia di Varese, Provincia di Novara, Provincia di Lecco, Canton Ticino, Grigioni Lombardi (Val Mesolcina, Val Poschiavo, Val Calanca, Val Bregaglia), Provincia di Sondrio, Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, Provincia di Lodi, Provincia di Pavia, parti delle Provincie di Cremona e Vercelli.

Capitale: Milano

Superficie: 14.062,74 km² (fonti: dati ISTAT 2005; dati USTAT per Repubblica e Cantone Ticino; dati ORMO Organizzazione Regionale del Moesano e Annuario del Cantone dei Grigioni)

Abitanti: 6.476.137 (fonti: dati ISTAT 2005; dati USTAT per Repubblica e Cantone Ticino; dati ORMO Organizzazione Regionale del Moesano e Annuario del Cantone dei Grigioni)

Densità: 460,5 ab./km²

Status giuridico: nessun riconoscimento da parte delle entità statuali vigenti.

Lingue: Italiano, Lombardo Occidentale, Alemanno Walser


STORIA

Le Culture di Golasecca e Canegrate. I più antichi ritrovamenti archeologici possono essere datati fin dal tardo Neolitico ed Eneolitico (III millennio a.C.)[1]. Secondo recenti studi, che hanno determinato con maggiore approfondimento le conoscenze sull'Età del Bronzo (fino al X sec. a.C.), è stata avanzata l'ipotesi che la stessa Cultura di Canegrate (MI), attestata nel XIII sec. a.C. in Insubria (caratterizzata dal rito funebre della cremazione con l'uso di deporre le urne capovolte), affondi le sue origini localmente e non sia dovuta perciò all'immigrazione di altre popolazioni. L'indagine archeologica ha dimostrato che si tratta degli antenati diretti di quel popolo che nell'Età del Ferro diede vita alla Cultura di Golasecca (VA) (IX-IV sec. a.C., detta Tessin, secondo la terminologia svizzera, cft. Prof.ssa Margarita Primas): " Dall'inizio della media Età del Bronzo (XII sec. a.C.), si manifesta una continuità culturale con i territori a Nord-Ovest delle Alpi che porta a dubitare sul fatto che la Cultura di Canegrate sia l'espressione di una migrazione di popoli dall'Europa centrale, ma più probabile che [questa area] abbia partecipato al 'farsi' della celticità insieme ai territori a Nord-Ovest delle Alpi fin dal XVI-XV sec. a.C. "[2] .

Le attestazioni epigrafiche dell'Età del Ferro testimoniano inoltre che tali genti parlavano una lingua indoeuropea appartenente alla famiglia delle lingue celtiche. Pertanto la popolazione vissuta durante il Bronzo recente deve essere considerata di etnia protoceltica. L'ipotesi è confermata dalle forti somiglianze della Cultura di Canegrate con la Cultura dei Campi di Urne dell'Europa Centrale i cui portatori sono gli antenati dei Celti europei[3] , lasciando agli specialisti l'evoluzione di queste teorie, ma che dimostrano la fecondità umana di queste terre.

Anche dalle fonti storiche romane (cft. p.e. Plinio il Vecchio[4] ), si ha conferma che le terre ossolane e sopracenerine ticinesi corrispondono al centro di insediamento di una popolazione celtica, i Leponzi, che rappresentano l'evoluzione (o l'adattamento) alpino della Cultura di Golasecca [5], di cui ci rimangono testimonianze nell'area nelle necropoli di Gravelona (Gravellona Toce) e Moncretes (Montecretese) (VB).

Le prime notizie storiche sui Leponzi sono di Catone (II sec. a.C.[6] ) ma ciò non può escludere che essi, e in particolare modo gli Osceli da cui prese il nome la Val d'Ossola (forse dal celtico hoch-hell, luogo elevato [7] ), non vi fossero insediati già da più tempo, forse fin dall'Età del Bronzo, sicuramente dal VI sec. a.C. [8] .

Insubri. Leponti e Insubri, abitanti gli ultimi tra Milano (da loro fondata, secondo la leggenda, con il nome di Mešiolanom [9] , 'luogo al centro della pianura', e perciò 'la terra sacro nel mezzo', su un precedente insediamento, dal capo celta Belloveso nel luogo in cui era apparsa un cinghiale o una scrofa semi-lanuta, animale sacro e beneaugurante [10] ) e tutta la regione fra Po e il Gottardo si costituì in una confederazione tribale, culturalmente ed etnicamente molto affine, e rappresentò la cultura celtica più importante dell'area prealpina, tanto da dare il nome a questa zona che per secoli verrà ricordata proprio con il nome dei secondi, gli Insubres.

Il nome Insubres rappresenta nell'età storica, " in momenti diversi e nonostante la romanizzazione prima, e l'incorporazione in regimi politici diversi poi (…), e dopo l'introduzione dei nomi 'Lombardia' e 'Lombardi', i caratteri originali di un popolo o di diverse successive comunità e popolazioni, e Insubria (…), questo sì, assolutamente sconosciuto agli antichi greci e latini, il territorio, comunque fosse la sua estensione, soggetto al Ducato di Milano [11] ".

Romanizzazione. Il nome di queste terre venne poi nei secoli incluso in quello delle nuove entità politiche che si susseguirono. Sotto l'occupazione romana, l'Insubria fu ricompresa prima nella Gallia Cisalpina, poi nelle successive distrettualizzazioni che interessarono il territorio dell'Impero[12].

Gli Insubri entrarono in conflitto con i Romani nel 235 a.C. Alleatisi con i Boi ed i Taurini, vengono sconfitti prima a Talamone, poi nel 222 a.C. a Clastidium e Acerrae.
Questa occupazione fu molto breve, poiché quattro anni dopo Annibale trovò negli Insubri degli alleati fedeli. Il cavaliere insubre Ducario nel 217 a.C. compì la vendetta del suo popolo uccidendo il console Gaio Flaminio Nepote, colpevole di aver promosso politiche e campagne anti-celtiche. Solo nel 194 a.C., dopo la pausa delle guerre puniche, Roma riportò la vittoria finale contro gli Insubri grazie al console Valerio Flacco>.

Questa data non fu però la fine ineluttabile della cultura insubre, che sopravvisse acquisendo gradualmente tratti dell'ideologia latina. L'archeologia mostra che solo nel I secolo d.C. si assiste a una romanizzazione più matura, per cui, per esempio, si rendono più sporadiche le attestazioni dell'identità insubre dei defunti nei corredi tombali, ormai localizzate solo nelle aree alpine. Gli Insubri sottoscrissero con i Romani dei foedera aequa, con i quali riconoscono la supremazia dell'occupante ma ottengono in cambio l'integrita del loro territorio, non sottoposto a deduzioni coloniali. Inoltre, le strade Postumia ed Aemilia, parti importanti della nuova rete infrastrutturale romana, evitarono il territorio insubre. Nel periodo augusteo gli Insubri erano ancora sepolti con fibule in stile la Tène; ugualmente gli strumenti di lavoro e le ceramiche, mentre si diffonde l'uso di balsamar e anfore di tradizione romana.

Milano capitale dell'Impero. L'Insubria trova una sua centralità politica nel periodo in cui Milano assurge a Capitale dell'Impero Romano nel 286 d.C. per nomina di Diocleziano, status mantenuto fino al 402 d.C., anno in cui Onorio trasferisce la sede imperiale a Ravenna.

L'alto medioevo. Nel 568 d.C., con la discesa dei Longobardi, l'assetto politico e giuridico romano subì una profonda mutazione [13]. L'assetto socio-politico e giuridico romano (sostanzialmente rispettato da Goti e Bizantini) venne rivoluzionato a tal punto che il nome stesso di Italia, nome prevalente, desunto per via colta, venne sostituito dal quello del nuovo popolo germanico: Langbard, lat. Regnum Langobardorum (569-774), dal quale deriva, per contrazione, il nome Lombardia [14] . La Lombardia è quindi una nuova identità più vasta, a designare l'intera Valle Padana nel suo complesso. Lombardia rimase a lungo, nell'età di mezzo, a designare l'intera Valle Padana nel suo complesso, con un significato spesso analogo a quello di Italia [15] : " Tam in Lombardia quam per universam Tuscia [16] " , specifica l'atto di investitura a legato del Regno di Volcherio, Patriarca di Acuilèe-Aquileia, a firma di Ottone IV, Imperatore Romano Germanico.

Le successive frammentazioni politiche del Regnum [17] , ridussero il concetto stesso di Lombardia al suo territorio più centrale (lo Stato di Milan-Milano), quasi coincidente con i confini amministrativi dell'attuale Regione Lombardia, ultima entità a portare questo antico e glorioso nome.

La costituzione dello Stato Insubre. Sotto il governo ducale dei Visconti e degli Sforza-Visconti, l'Insubria ebbe un'estensione territoriale varia, includendo di volta in volta quelle terre che venivano conquistate o perse nella continua lotta tra le signorie padane per il predominio territoriale.



Così troviamo tra le città che nel tempo vennero sottoposte all'autorità ducale insubre, oltre a tutta la Lombardia, Novara e l'Ossola con il Verbano, la Valsesia, Biella, Alessandria, Tortona, Asti, Vercelli, il Ticino svizzero (Lugano, Bellinzona e Locarno), Piacenza, Fidenza, Parma, Genova, Savona, Finale Ligure, la Corsica, Pontremoli, Verona, Treviso, Vicenza, Belluno, Padova, Feltre, Marostica, Bologna [18] .

Queste rappresentano la massima estensione che il governo ducale ebbe nel corso della storia. Ma l'Insubria "etnica", è limitata a quelle aree laddove si insediarono comunità celte insubriche e lepontiche: esse sono Milano, capitale dell'Insubria, Lodi, Monza, Varese, Como, Lecco, Pavia, nella parte a levante; Novara, Ossola, Verbano e Valsesia nella parte a ponente; Valtellina con Chiavenna e Bormio, Ticino e Valli insubre dei Grigioni (Val Bregaglia-Val Bergiaglia, Val Leventina, Val Calanca).


Vedi anche: http://it.wikipedia.org/wiki/Insubria



 
 
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