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"Milano celta: le tre fortezze", il nuovo libro di G.Padovan

È uscito un libro su Milano che farà discutere: "Milano Celta: le tre fortezze". Si tratta dell’indagine che ricerca e trova le radici profonde e reali dell’odierna metropoli, la quale un tempo era la capitale dei Celti Insubri. Il lavoro “a tutto campo” è stato effettuato andando anche ad esplorare numerosi ambienti sotterranei.

La città celta «Mediolanodunon» esiste ancora ed è riconoscibile nell’odierno tessuto metropolitano milanese. L’affermazione è forte, ma le motivazioni sono contenute nelle indagini che vanno categoricamente a smentire l’affermazione di Polibio: «Tutti i Celti abitavano in villaggi non fortificati e privi di ogni mezzo di vita civile».

Si propongono i risultati dell’analisi che individua le tre fortificazioni celte di Milano. Si portano a confronto studi di archeologia, di archeoastronomia e di architettura fortificata condotti in Europa, con l’esame di cartografie storiche, moderne, foto aeree, ricostruzioni grafiche e immagini di monumenti. Vi sono anche le foto inedite del ritrovamento della «Stele di Komevios», proveniente dalla necropoli di Dormelletto (Novara), e si parla della stele di Vercelli, rinvenuta nel 1960, la quale riporta due iscrizioni, una in lingua latina, l’altra in lingua celta.

Nella sintesi si riesamina il sistema dei canali e dei Navigli interni come opera insediativa e difensiva celta riutilizzata fino al medioevo. In buona sostanza Milano possedeva un’architettura militare articolata e con essa erano fortificati anche gli odierni quartieri Baggio e Niguarda, un tempo Comuni autonomi, poi assorbiti dall’espansione della città metropolitana.

Sistemi idraulici, attività mineraria, luoghi di culto e fortificazioni sono i temi che si uniscono e si confrontano con la descrizione dei perimetri difensivi celti di Aicurzio, Biassono, Desio, Monza e Vercelli.

Soprattutto per quanto riguarda Vercelli il libro contiene due paragrafi a firma di Roberto Basilico (Federazione Nazionale Cavità Artificiali) che parlano della città fondata dai Celti e di cui rimangono chiare “impronte”; gli studi sul campo hanno condotto, anche in questo caso, ad interessanti risultati.

Si menzionano le indagini dello scienziato Adriano Gaspani (Osservatorio Astronomico di Brera, Milano) svolte in antichi siti italiani e stranieri come, ad esempio, a Tara in Irlanda.

Si parla inoltre di fortificazioni campali d’epoca romana e dell’individuazione di un castrum, oggi ai margini del centro storico di Milano. Sulla base di quanto argomentato è auspicabile che il “fenomeno dell’incastellamento” vada rivisto nelle regioni del Nord Italia e, più in generale, su tutto il territorio nazionale.

Coniugare le indagini “canoniche” alla metodologia di studio delle opere ipogee è il modello che si propone per esaminare a fondo chi siamo stati e che cosa i nostri predecessori hanno lasciato a noi, distratti abitanti delle nostre città le quali mantengono inalterato il loro valore storico, artistico e culturale.

Gianluca Padovan, Milano Celta: le tre fortezze, Lo Scarabeo Editrice Milano, 17 x 24, 285 pagg., inserto a colori di 72 pagg. con immagini, € 25,00

_________________________________________________________________________

INDICE

Presentazione di Maria Antonietta Breda

Ringraziamenti

I capitolo

ALLE ORIGINI DI UN MITO

I.1 - A nord del grande fiume

I.2 - Chi arrivò per primo?

I.3 - Ambarri, Arverni, Aulerci, Biturigi, Carnuti, Edui, Sènoni

I.4 - Migrazioni, stanziamenti e guerre

Note al capitolo

II capitolo

IL NOME DELLA CITTÀ D’ACQUE

II.1 - Mediolanum?

II.2 - Gli Insubri fondatori di “Mediolanum”

II.3 - «Quota 124,4»

II.4 - Le acque di Milano

II.5 - Vello d’oro e giacimenti auriferi

II.6 - L’oro della Bessa e del Ticino

Note al capitolo

III capitolo

CITTÀ DI CANALI, MURA E NAVIGLI

III.1 - Mura e fossati

III.2 - Il sistema dei canali detti Navigli

III.3 - I Navigli e il grande porto d’Italia

III.4 - 156 chilometri di canali

Note al capitolo

IV capitolo

INDELEBILI TRACCE

IV.1 - Come nasce una cultura?

IV.2 - Siti preistorici, storici e archeoastronomia

IV.3 - L’occhio umano e la percezione delle anomalìe

IV.4 - Colline fortificate e fortificazioni circolari

IV.5 - Le origini del mito

Note al capitolo

V capitolo

LA GRANDE CITTÀ-FORTEZZA DEI CELTI INSUBRI

V.1 - Villaggi fortificati e “piazzeforti”

V.2 - Milano: com’era la città antica?

V.3 - L’aggere difensivo

V.4 - Porte, torri e ruolo della fortificazione

V.5 - La prima fortezza: «Dùn Insubre Quota 124,4»

V.6 - La seconda fortezza: «Mediolanodunon», la città degli Insubri

V.7 - Il «Nemeton» ellittico di Milano

V.8 - Il «Fanum»: tempio quadrangolare celta in Piazza del Duomo

Note al capitolo

VI capitolo

IL DÙN VISTO DALL’ALTO

VI.1 - Il perimetro curvo

VI.2 - Aicurzio e le analogie con Milano e Tara (Irlanda)

VI.3 - Biassono da Dùn a castello

VI.4 - Desio e Monza

VI.5 - Il territorio di Vercelli: confine comune agli dei e agli uomini (Roberto Basilico)

VI.6 - I due Dùn concentrici di Vercelli (Roberto Basilico)

Note al capitolo

VII capitolo

LA CITTÀ-FORTEZZA CELTA FONDATA DA BELLOVESO

VII.1 - La terza fortezza: il «Dùn di Belloveso»

VII.2 - L’indistruttibile «CITTADELLA» nelle carte storiche

VII.3 - «Dùn Baggio» a Baggio e «

Note al capitolo

VIII capitolo

ANNO 222 A.: FINE DI UN’EPOCA?

VIII.1 - I Celti attaccano

VIII.2 - La “romanizzazione parziale”

VIII.3 - Castrum Vetus; a cavallo di Corso Italia

VIII.4 - Accampamenti e castra

VIII.5 - Considerazioni riassuntive

Note al capitolo

BIBLIOGRAFIA CITATA

 

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